Nella mitologia greca, Afrodite era una
presenza che incuteva reverenza, perché provocava nei
mortali e nelle divinità l’innamoramento ed il concepimento
di una nuova vita. L’archetipo Afrodite determina il piacere
che certe donne provano per l’amore, la bellezza, la
sensualità e la sessualità. Ella rappresenta la spinta a
garantire la continuazione della specie in quanto dea
dell'amore, della bellezza, e della lussuria.

Un afrodisiaco, dal nome della dea greca
Afrodite (Venere per i romani), è una qualsiasi sostanza
assunta allo scopo, di migliorare le prestazioni sessuali da
non confondersi con i filtri d'amore. Sono molte le sostanze
(erbe, cibi, bevande) che la tradizione considera in grado
di riaccendere la fiamma della sessualità, anche se, va
precisato che, non è mai stata provata una vera relazione
scientifica.
Ostriche e
molluschi, champagne e caviale, tartufo e vino rosso. Ma
anche lardo, acciughe, nocciole, punte di asparago, gingseng,
fichi, mandorle, zafferano, cioccolato, vaniglia, chiodi di
garofano e zenzero.
Questa è solo una
parte degli alimenti a cui vengono riconosciute proprietà
afrodisiache naturali. E la lista si allunga di giorno in
giorno. Alcuni di questi fanno presenza fissa nella dispensa
di casa e da sempre vengono degustati con piacere, senza
minimamente sospettare delle loro particolarità seduttive
che, in alcuni casi, sono note da diversi millenni, da
quando furono associati ad Afrodite, la dea greca dell’amore
e della bellezza, che la mitologia fa nascere dalla spuma
marina.
Ed in onore della dea, i frutti di mare da sempre vengono
considerati altamente stimolanti.
Sempre gli antichi greci ritenevano che il tartufo fosse un
dono degli dei, frutto della fusione tra acqua, terra e
fulmine e, quindi, portatore di poteri miracolosi. Poi
l’anice era ritenuta “stuzzicante” da greci e romani. Gli
Atzechi poi ritenevano afrodisiaci il cioccolato, il
peperoncino rosso e l’avocado.
La storia racconta di moltissimi esempi
di cibi o prodotti utilizzati per risvegliare il desiderio
Cleopatra
usava una crema per la pella fatta di miele e mandorle
Giuseppina Bonaparte prediligeva i tartufi
Caterina di Russia l'omelette al caviale
E, per finire, leggiamo un brano
estratto dall'Enciclopedia Britannica:
"La combinazione di
varie reazioni sensoriali, la soddisfazione visuale alla
vista di cibi appetitosi, la stimolazione olfattiva dei loro
piacevoli odori e la gratificazione tattile che viene
offerta ai meccanismi orali da piatti ricchi e saporiti,
tende a portare verso uno stato di euforia generale,
favorevole all'espressione sessuale."