Nella
mitologia greca, Tiche o Tyche è la divinità tutelare della fortuna,
della prosperità e del destino di una città o di uno Stato. Il suo
equivalente romano è la dea Fortuna.
Tiche decide il
destino dei mortali, come giocando con una palla che rimbalza e che
simboleggia l'insicurezza delle decisioni. Nessuno deve dunque
elogiarsi della sua buona fortuna o trascurare di ringraziare gli
dei, altrimenti ciò conduce all'intervento di Nemesis
("giustizia compensatrice" o "giustizia divina". Infatti
originariamente la dea greca distribuiva gioia o dolore secondo il
giusto, e quindi con "nemesi" si intende evento, situazione negativa
che segue un periodo particolarmente fortunato come atto di
giustizia compensatrice distribuito dal fato. L'idea che soggiace al
termine è che il mondo risponda ad una legge di armonia, per cui il
bene debba essere compensato dal male in egual misura.)
Ignorata dalla tradizione omerica, Tiche è menzionata invece da
Esiodo, la sua importanza crebbe in età ellenistica, tanto che
le città avevano la loro specifica versione iconica della dea, che
indossava una corona raffigurante le mura della città stessa. Ad
Antiochia e ad Alessandria in particolare, viene venerata come
dea protettiva della città. Il suo culto è individuato a partire
dalla seconda metà
del
V secolo a.C. Ad Antiochia, lo scultore Eutichide, realizza
la famosa "Tiche" di Antiochia.
Tiche era considerata una delle Oceanine, figlie del titano
Oceano e della titanide Teti. In altre
versioni è la figlia di Ermes ed
Afrodite. Nell'arte medievale la dea è
raffigurata con una cornucopia e con la ruota della fortuna.
Fortuna è una figura della mitologia romana, la corrispettiva di
Tiche, era la dea del caso e del destino; era una divinità antica,
forse precedente alla fondazione di Roma anche se i romani ne
attribuivano l'introduzione del culto a Servio Tullio, il re che
più, fra tutti, fu favorito dalla Fortuna. Si racconta anche che
ella l'avesse amato, benchè egli non fosse che un mortale. Una
statua del re Servio Tullio si ergeva nel tempio della Dea.

Tiche appare su
alcune monete dell'era pre-cristiana, soprattutto della regione
dell'Egeo. Nel medioevo la si rappresenta con il corno
dall'abbondanza, con un timone ("è lei che pilota la vita degli
uomini") ora seduta, ora in piedi, il più delle volte è cieca. La
Fortuna è stata definita per la prima volta rigorosamente da
Aristotele. Per il filosofo la fortuna è una causa accidentale nelle
cose ("in quelle cose che non avvengono nè sempre nè per lo più")
che avvengono per scelta in vista di un fine. La Fortuna è una
particolare forma di caso per Aristotele.
Il filosofo Severino Boezio, nel "De Consolazione philosophiae"
paragona la Fortuna ad una ruota che fa girare la vita degli uomini,
essi infatti a volte si trovano in una posizione favorevole, a volte
no perchè la Fortuna, filosoficamente, rimanda alla casualità, a
quel qualcosa contro cui la volontà umana nulla può fare.