"Per
me desidero solo che le dolci Muse,
come le chiama Virgilio, mi portino
in quei luoghi sacri e alle loro
fonti, lontano dalle ansie e dagli
affanni e dalla necessità di fare
ogni giorno qualcosa contro voglia"
(Tacito)
Le Muse, secondo la tradizione,
risiedevano sul monte Elicona, in
Beozia, dove erano a loro consacrate
le sorgenti di Aganippe e di
Ippocrene, e spesso si trovano
accomunate ad
Apollo.
Tacito colloca le Muse in luoghi
sacri, accanto alle fonti d'acqua,
immagine perfettamente concorde
all'etimologia della parola
Musa, che i dialetti greci
interpretavano come 'sorgente'.
Per questo in origine le Muse
venivano assimilate alle Ninfe. La
mitologia le vuole nate dalla
relazioni tra
Zeus e
Mnemosine, dee che
incarnano ogni ramo del sapere
e tutte,
evidentemente, si ricollegano, più o
meno indirettamente, a concezioni
filosofiche sul primato delle musica
nell'Universo; le Muse infatti
presiedono al pensiero in tutte le
sue forme: eloquenza, persuasione,
saggezza, storia, matematica,
astronomia.
Esistevano vari gruppi di Muse, nei
quali pure il numero variava, ma i
due principali erano quelle delle
Pieridi (di "Pieria", in Tracia) e
quelle della Beozia, alle pendici
dell'Elicona, che erano alle
dipendenze di Apollo, il quale
dirigeva i loro canti.
A partire dall'epoca classica il
numero nove s'è imposto e ciascuna,
a poco a poco, ha ricevuto una
determinata funzione, d'altronde
variabile secondo gli autori; si
ammette in genere la lista seguente:
Calliope -
poesia epica,
Polimnia -
pantomima,
Euterpe -
flauto,
Tersicore - danza,
Erato - lirica
corale,
Melpomene - tragedia,
Talia -
commedia,
Urania -
astronomia,
Clio - storia.
Le Muse non possiedono un ciclo
leggendario loro proprio.
Intervengono come "cantanti" in
tutte le grandi feste degli dei; il
loro canto più antico è quello che
esse intonarono dopo la vittoria
degli Olimpici sui Titani, per
celebrare la nascita di un ordine
nuovo; sono presenti alle nozze di
Teti e Peleo, a quelle d'Armonia e
Cadmo e in altre occasioni. In
compenso a ciascuna di loro è
attribuita qualche avventura
amorosa: Calliope, ad esempio, è
madre di Orfeo,
il divino cantore con la lira.