Nella mitologia greca, Leto (per i romani Latona), figlia del Titano
Ceo e di Febe, era la madre di
Artemide e di
Apollo.
Secondo i primi mitografi, era la donna
di
Zeus prima che quest'ultimo sposasse
Era
ed Omero ce la mostra come amica dei troiani
durante la guerra omonima, così come lo è stato suo figlio Apollo.
Leto, secondo alcuni studiosi, diventò una delle molte amanti di
Zeus, che la mise incinta di due i gemelli a Didimo, presso Mileto,
incorrendo nella rabbia di Era. Quest'ultima proibì alla terra di
accogliere la partoriente tranne che in un luogo ove non fosse mai
giunta la luce del Sole. Leto errò dunque fino a trovare un'isola che,
fluttuante tra la terra ed il mare, non incorresse nella maledizione di
Era e ne trovò
una galleggiante
e sterile chiamata Ortigia (o Asteria) che accettò di accoglierla e che
ebbe come ricompensa il più famoso santuario dell'antichità, dedicato ad
Apollo. Leto vi generò,
ai piedi del
monte Cinto, Artemide ed Apollo. Zeus fissò, con quattro
colonne, l'isola al fondo del mare e la resa visibile. L'isola prese il
nome di Delo (in greco "visibile, manifesto"). Dopo avere partorito i
due bambini, Leto si recò in Licia ed un giorno decise di fare il
bagno ai suoi figli nello Xanthos. Ma, in funzione dell'ordine di Era, i
contadini del luogo vennero ad agitarne le acque per impedirlo. A causa
di quest’eccesso, la dea li fece cacciare dai lupi e, quindi, li
trasformò in rane.
I suoi due bambini conservarono, dunque, un profondo amore filiale.
Apollo uccise l'enorme serpente Python che aveva perseguitato sua madre
durante la gravidanza e massacrò, assieme a sua sorella Artemide, quasi
tutti i bambini di Niobé per avere osato compararsi alla loro madre.
Leto e la nascita dei due gemelli era festeggiata a Delo il 6 ed il 7 di
Targelione.
Il suo culto era anche celebrato ad Argos.
Il santuario di principale Leto, chiamato Letoon, a volte latinizzato in
Letoum, si trovava presso Xanthos, e fu uno dei principali centri
religiosi della Licia, regione dell'Anatolia.
Leto, con Era, presiedeva alla nascita degli umani, le cui madri,
nelle loro angosce e le loro sofferenze, gli inviavano invocazioni.