
Borea, vento del nord
Borea,
figlio di Astreo e di Eos (Aurora) era
fratello di Noto, Apeliote e Zefiro.
Rapė Orizia, la figlia di re Eretteo, dalla quale ebbe numerosi
figli: Chione, Emo, Calaide, Zete e Cleopatra.
La Tracia era il luogo ove pių si venerava Borea che era adorato
anche in diversi altri paesi.
In ricordo del presunto aiuto dato da Borea agli Ateniesi, nella
Battaglia di Capo Artemisio per sconfiggere la flotta persiana,
furono istituite le Boreasmi, feste in suo onore. Ad Atene aveva un
tempio vicino all'Ilissos. Borea si rappresentava come un vecchio
cupo, alato, barba e capelli coperti di neve. Talvolta aveva dei
serpenti a guisa di gambe.

Ai
figli di Borea, Calaide e Zete, appena diventati adulti, spuntarono
le ali e furono scelti da Giasone per partecipare alla missione del
recupero del vello d'oro. Appena
gli argonauti approdarono a Salmidesso, Giasone incontrō il re Fineo,
figlio di Agenore. Gli chiese informazioni sul vello d'oro e lui
disse che avrebbe risposto se lo avessero liberato dalle arpie che
lo tormentavano da tempo. Subito Calaide e Zete si misero in volo
con armi in mano e fecero fuggire lontano le orride creature.
In seguito furono loro a liberare i figli di Fineo, avuti da
Cleopatra e imprigionati per colpa di Idea.

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