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Il Mito della creazione del mondo
nell'antico Egitto
A
prima vista la cultura nell'antico
Egitto può sembrare molto omogenea
ma esistevano, almeno sulle
questioni religiose, grandi
variazioni dovute presumibilmente
alle differenze geografiche delle
varie popolazioni. Infatti non vi è
una ma molte cosmogonie (miti della
creazione del mondo) che
coesistevano nelle varie parti del
regno. Le più conosciute sono quelle
di Eliopoli, di Ermopoli, di Tebe e
di Elefantina/Syene. Le cosmogonie
si basano tutte sulla stessa
credenza d'un principio creatore, ma
ogni zona vede nel suo dio tutelare,
il demiurgo, «artefice e padre
dell'universo». Così Eliopoli vede
in Atum-ra il fondatore del mondo,
ed Ermopoli Thot, ecc.
Così,
Erotodo, che non crede che si poteva
confermare una priorità a qualcuna
delle cosmogonie e conclude che,
vista la disparità dei miti che udì
raccontare in occasione del suo
viaggio in Egitto, gli Egiziani no
ne sapevano più gli uni degli altri.
La coerenza di questo sistema si
spiega con il fatto che per gli
Egiziani, ogni demiurgo locale non è
che una manifestazione d'una stessa
potenza divina sotto una folla di
forme. E' per questo motivo che, a
volte, si definisce la religione
egiziana come “un monoteismo in un
politeismo" od un monoteismo
polimorfico. Il faraone Akhenaton
(vedi foto) volle concretizzare la
fusione di questo sincretismo in un
dio universale, Aton. Questa
filosofia fu tuttavia così
transitoria come il suo precipitare.
La cosmogonia più diffusa è quella
di Eliopoli che ha per creatore un
demiurgo solare (Ra sotto l'una
delle sue forme) e dà una genealogia
divina per la quale
i faraoni sono considerati
discendenti
dal dio Horus.
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Cosmogonia di
Menfi

Questa versione della
creazione del mondo si
presenta come la più
semplice perché un unico
dio, Ptah, ne è
l'attore. Creando il
mondo con il suo
pensiero (esseri,
animali, piante, ecc.)
quindi le loro che danno
la vita con la sua
parola creatrice,
enumerando con un nome
degli elementi
immaginati. Questa
versione propria della
città di Memphis è
presente su un stele del
re Chabaka (vedi foto)
della XXV dinastia
attualmente conservata a
British Museum.
Cosmogonia di Eliopoli
In questa corrente
teologica, esisteva alla
partenza una dimensione
d'acqua infinita e non
temporale:
Nun
(metafora probabile del
Nilo, il fiume che ha
un'importanza
preponderante nella
società egiziana).
Quindi dal nulla, Ra, il
dio solare, nacque e
prese posto sul tumulo
primordiale che emerge
dall'acqua. Là, generò
una coppia:
Shu,
maschio antropomorfo
adornato con una piuma
d' struzzo, è il dio
dell'aria e Tefnout,
femmina zoomorfa (con
una testa di leone), è
la dea di l'umidità.
Tuttavia, il modo in cui
questi due esseri furono
messi al mondo è
contraddittorio
nell'ambito “dei testi
incoronati„. Infatti, in
una prima versione, Atum
praticò l'onanismo e li
fece sorgere
simultaneamente; nella
seconda versione, Shou
fu sputato e Tefnout
starnutito da Atum.
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Quest'ultimi due protagonisti
genereranno Geb, dio della terra
e Nut, dea del cielo. I due
furono presi da un amore così
forte, che Atum dovette
separarli. Nonostante ciò,
nacquero lo stesso, dalle loro
unioni, quattro bambini:
Osiride,
Iside, Seth e
Nefhti che con Horus (figlio di
Osiride ed Iside) ed i quattro
dei loro progenitori formano
l'Enneade
d'Eliopoli.
Cosmogonia di Ermopoli
In questa
cosmogonia, Thot, il demiurgo,
depositò sul tumulo primordiale
recentemente scaturito dal Nun
(metafora probabile del Nilo in
piena) un uovo che fu covato dalle
otto entità elementari, quattro dei
maschili dalle teste di rana e la
loro contropartita femminile delle
teste di serpente. Chiamata l'Ogdoade
di Ermopoli è composta da:
Nun e Nanhet, le acque primigene;
Het e Hanhet,
l' infinito:
Kekou e Keket, le oscurità;
Amon e Amanuet,
l'elemento misterioso (o “nascosto„),
l'ignoto.
L' uovo si schiuse e nacque il sole,
s'alzando allora verso i cieli
e si estraniarono dall'universo
creato.
Teologia Predinastica
Neith (in seguito signora dei
mestieri) stende il cielo nel suo
telaio. Con la navetta pazientemente
vi tesse il mondo. Ultimata la
tessitura Neith intreccia alcune
reti con le quali pesca gli esseri
viventi dalle acque primigene.
Quindi inventa il parto e lo
esperimenta su di sé per dare vita a
Ra.
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