Il saggio viandante

Un saggio viandante, il volto nascosto da un cappello dalla larga tesa, un mantello blu intessuto di stelle a coprire il possente torace, andava in giro per la terra mettendo alla prova l’ospitalità della gente.
Quando veniva accolto con benevolenza, sedeva accanto al fuoco e parlava alla gente :
“Gli amici di un tuo amico saranno anche tuoi amici, i nemici di un tuo amico saranno anche tuoi nemici. Percorri spesso il sentiero che conduce alla casa del tuo amico e non lasciare che vi crescano le erbacce.
Tieni sempre aperta la porta per il viaggiatore stanco. L’uomo che si presenta alla tua casa con le ginocchia tremanti ha bisogno di un posto accanto al fuoco, di abiti asciutti e di un pasto caldo.
Quando entri nella casa di un estraneo guarda dentro le credenze e negli angoli bui per accertarti che non vi si nasconda un nemico. Poi prendi la sedia che ti viene offerta e cerca di ascoltare più che parlare. Così nessuno noterà quanto poco tu sappia.
Mangia sempre un boccone prima di andare a una festa, perchè un uomo affamato non è mai un conversatore brillante.
E’ uomo poco saggio colui che sta sveglio tutta la notte a rodersi di preoccupazioni. Quando arriva la mattina sarà troppo stanco per pensare e le cose saranno ancora più ingarbugliate.
Gli uomini muoiono, il bestiame muore e anche tu dovrai morire un giorno. C’è solo una cosa che non morirà: il nome, buono o cattivo, che ti sei fatto”.

Il nome del saggio viandante era Odino.

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Odino

Odino. Illustrazione di Georg von Rosen per la traduzione svedese dell'Edda poetica curata da Fredrik Sander nel 1893 - fonte WikipediaNel pantheon scandinavo, Odino è la massima divinità degli Asi, è il padre degli uomini, il dio creatore Odino è la figura in cui si incarna meglio il concetto di assoluto e quindi di divinità. Il suo nome deriva dalla radice indoeuropea *WAT, nella quale è espresso il concetto di ispirazione e furore. Odino è figlio di Bestla, una gigantessa, e Borr, l’essere primordiale. Dalla mescolanza di queste 2 stirpi nasce Odino, la massima divinità. Nel suo essere c’è il patrimonio di saggezza e ricchezza dei giganti e la capacità di avvalersene per i propri fini. Gran parte della sua saggezza l’acquisì bevendo un sorso del prezioso liquido dalla fonte del gigante Mímir, ma in cambio dovette cedere il suo occhio.
Egli è il dio creatore, nei miti della creazione dà agli uomini spirito e vita, insieme a Vili e Vé, quindi è considerato padre degli dèi e degli uomini.
Odino incarna molte potenzialità: è dio benevolo e soccorrevole, ma anche crudele e vendicativo; il suo temperamento è ingannevole e imprevedibile. E’ il dio dei vivi, padre degli dèi e degli uomini; ma è anche il dio dei morti, dei guerrieri caduti in battaglia. E’ il dio della magia.
Uno dei miti racconta come egli sottrasse il sacro idromele ai giganti, che rende poeta chi lo beve: è quindi dio della parola e della poesia, quindi protettore degli scaldi (gli antichi poeti scandinavi).
Simbolo della sua potenza regale è l’anello Draupnir, a lui donato dai nani. Altro dono dei nani fu la sua lancia Gungnir. Egli possiede anche un elmo d’oro e uno scudo.
Per i suoi appellativi ricorda il dio Mercurio dei Romani: egli è il dio dei viandanti, dei viaggi e del commercio.

In inglese, il nome del terzo giorno della settimana, "Wednesday" (ossia, il mercoledì), deriva dal nome anglosassone di Odino: Woden; "Wednesday" è, pertanto, "il giorno dedicato ad Odino". Nelle lingue scandinave, allo stesso modo, il terzo giorno della settimana deriva dalla stessa divinità: "Onsdag" in norvegese, svedese e danese significa appunto il giorno (dag) di Odino (Ons, forma al genitivo e abbrievata di Odino).