Un saggio
viandante, il volto nascosto da un cappello dalla larga tesa, un
mantello blu intessuto di stelle a coprire il possente torace,
andava in giro per la terra mettendo alla prova l’ospitalità
della gente.
Quando veniva accolto con benevolenza, sedeva accanto al fuoco e
parlava alla gente :
“Gli amici di un tuo amico saranno anche tuoi amici, i nemici di
un tuo amico saranno anche tuoi nemici. Percorri spesso il
sentiero che conduce alla casa del tuo amico e non lasciare che
vi crescano le erbacce.
Tieni sempre aperta la porta per il viaggiatore stanco. L’uomo
che si presenta alla tua casa con le ginocchia tremanti ha
bisogno di un posto accanto al fuoco, di abiti asciutti e di un
pasto caldo.
Quando entri nella casa di un estraneo guarda dentro le credenze
e negli angoli bui per accertarti che non vi si nasconda un
nemico. Poi prendi la sedia che ti viene offerta e cerca di
ascoltare più che parlare. Così nessuno noterà quanto poco tu
sappia.
Mangia sempre un boccone prima di andare a una festa, perchè un
uomo affamato non è mai un conversatore brillante.
E’ uomo poco saggio colui che sta sveglio tutta la notte a
rodersi di preoccupazioni. Quando arriva la mattina sarà troppo
stanco per pensare e le cose saranno ancora più ingarbugliate.
Gli uomini muoiono, il bestiame muore e anche tu dovrai morire
un giorno. C’è solo una cosa che non morirà: il nome, buono o
cattivo, che ti sei fatto”.
Il nome del saggio viandante era Odino.
http://isidestoria.splinder.com/post/19262785
Odino
Nel
pantheon scandinavo, Odino è la massima divinità degli Asi, è il
padre degli uomini, il dio creatore Odino è la figura in cui si
incarna meglio il concetto di assoluto e quindi di divinità. Il
suo nome deriva dalla radice indoeuropea *WAT, nella quale è
espresso il concetto di ispirazione e furore. Odino è figlio di
Bestla, una gigantessa, e Borr, l’essere primordiale. Dalla
mescolanza di queste 2 stirpi nasce Odino, la massima divinità.
Nel suo essere c’è il patrimonio di saggezza e ricchezza dei
giganti e la capacità di avvalersene per i propri fini. Gran
parte della sua saggezza l’acquisì bevendo un sorso del prezioso
liquido dalla fonte del gigante Mímir, ma in cambio dovette
cedere il suo occhio.
Egli è il dio creatore, nei miti della creazione dà agli uomini
spirito e vita, insieme a Vili e Vé, quindi è considerato padre
degli dèi e degli uomini.
Odino incarna molte potenzialità: è dio benevolo e soccorrevole,
ma anche crudele e vendicativo; il suo temperamento è
ingannevole e imprevedibile. E’ il dio dei vivi, padre degli dèi
e degli uomini; ma è anche il dio dei morti, dei guerrieri
caduti in battaglia. E’ il dio della magia.
Uno dei miti racconta come egli sottrasse il sacro idromele ai
giganti, che rende poeta chi lo beve: è quindi dio della parola
e della poesia, quindi protettore degli scaldi (gli antichi
poeti scandinavi).
Simbolo della sua potenza regale è l’anello Draupnir, a lui
donato dai nani. Altro dono dei nani fu la sua lancia Gungnir.
Egli possiede anche un elmo d’oro e uno scudo.
Per i suoi appellativi ricorda il dio Mercurio dei Romani: egli
è il dio dei viandanti, dei viaggi e del commercio.
In inglese, il nome del terzo giorno della settimana, "Wednesday"
(ossia, il mercoledì), deriva dal nome anglosassone di Odino:
Woden; "Wednesday" è, pertanto, "il giorno dedicato ad Odino".
Nelle lingue scandinave, allo stesso modo, il terzo giorno della
settimana deriva dalla stessa divinità: "Onsdag" in norvegese,
svedese e danese significa appunto il giorno (dag) di Odino (Ons,
forma al genitivo e abbrievata di Odino).